Torno a questo blog dopo diversi mesi in cui ero forse un po' a corto di idee, oppure semplicemente di voglia. E infatti ora a spingermi a scrivere è la voglia di scrivere, ma non la voglia di scrivere di qualcosa in particolare. Questo qualcosa, per una volta, sarà un semplice pretesto. Si, ora comincio.
Voglio parlare del finora unico disco degli Wombats, "A Guide to Love, Loss & Desperation", una delle sorprese più gradite del 2007. Questo terzetto, per due parti inglese e per una norvegese, riesce magnificamente ad amalgamare quanto di meglio fatto dalla scena indie d'Oltremanica, senza però cadere in banali scopiazzature mirate ad un facile successo. Intendiamoci, gli Wombats il loro successo l'hanno avuto, eccome! Ma questo non significa che questi tre giovini usciti dall'accademia di sua maestà Paul McCartney siano esattamente gli ultimi arrivati. No no, neanche un po'. Ci Regalano un interessante sguardo sul revival della new wave che in questi anni sta attraversando la scena indie. Ma soprattutto riescono ad uscire con un prodotto così coinvolgente, ballabile e semplicemente pop, che ci risulta impossibile non adorarli. Non capita di rado, anche a distanza di mesi dall'ultimo ascolto, di canticchiare una delle canzoni contenute in quest'album. Semplicemente perchè i singoli funzionano, e le canzoni che non lo sono diventate, avrebbero tranquillamente potuto. Ma ritengo banale accusare gli Wombats di faciloneria, dato che questo disco, per quanto sicuramente non molto profondo o riflessivo, è fresco, suona nuovo nonostante tutti i suoi palesi richiami ad un passato molto recente. Insomma un album che divide (lo ha già fatto), che va apprezzato a parere mio per la semplicità, la musicalità così marcatamente "english" e, come già detto, la facile ballabilità. Menzione particolare la merita necessariamente il singolo che forse più di altri ha spopolato, ovvero "Let's Dance to Joy Division", ma senza dimenticare altre canzoni di sicuro impatto come "Party In a Forest", "Kill The Director" o "Backfire At The Disco". Ecco, se vado avanti finisce che elenco tutto il disco.
mercoledì 17 giugno 2009
Please, go to Santa, go to Santa, go go go / Celebrate the irony / This is no Bridget Jones
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