domenica 1 febbraio 2009

Don't that picture look dusty?

Scrivo a caldo questo post sull'Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, perchè ne sento un estremo bisogno. Un po' per il semplice fatto che, lasciando passare troppo tempo fra la visione e il post, mi si annebbia la mente e dimentico molti spunti magari interessanti. Un po' perchè sento il bisogno di comunicare al mondo quanto cazzo è bello questo film. Perchè non credo di commettere un'esagerazione a definirlo un capolavoro. Un capolavoro sia da un lato psicologico, per la resa incredibile di un personaggio spinoso come Jesse James e per l'attenta analisi del suo rapporto con quello che sarebbe poi diventato il suo assassino, Robert Ford. Ma capolavoro anche per il semplice impatto visivo che questo film esercita sulle nostre pupille. Perchè con Jesse James il western ritorna in qualche modo alle origini, recuperando l'amore per lo spettacolo che le sconfinate praterie americane sanno regalare. Ma una operazione del genere non sa neanche un po' di retrò. Anzi riscrive completamente il genere, imparando dagli Spietati e impostando un nuovo modello, difficilmente replicabile anche per la difficoltà e il coraggio necessario ad intraprendere un simile progetto. Ma la fotografia non la fa da padrona, come potreste pensare. È solo il superbo fondale di questo dramma che si consuma tra il bandito più famoso e inafferrabile che la storia ci abbia consegnato, e il suo assassino, rispettivamente interpretati da un Brad Pitt e un Casey Affleck da urlo. Questo Jesse James è consapevole dello status di leggenda che ormai aleggia intorno alla sua figura, se ne compiace ma non si crogiola, temendo sempre il voltafaccia di qualcuno, attirato dalle taglie sempre più alte messe sopra la sua testa. E in questo rapporto di continua sfiducia tra lui e Ford, che idolatra James dall'età di dodic'anni, arriva il momento in cui vanno riposte le diffidenze. Proprio quel momento sarà fatale al bandito.
Le scene da ricordare sarebbero molteplici, per esempio potrei citare quando James si lava nella tinozza e si accorge che dietro c'è Ford, e dopo uno scambio di battute gli dice: "Vuoi essere come me, o vuoi essere me?". Eppoi, il quarto d'ora finale è roba che racconteremo ai nipoti. Hai detto poco.

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