mercoledì 7 gennaio 2009

It started with a chair. It ended with a chair

Questo post parla di un film che mi è piaciuto in maniera esagerata. Questo post è scritto da una persona che ha apprezzato talmente tanto il film che, pur riconoscendone qualche difetto, non ne vuole parlare per non scalfire il ricordo ancora nitido della sì bella pellicola. Il film si chiama Juno, diretto da Jason Reitman ed interpretato dalla (ormai non più tanto) sorprendente Ellen Page. La storia è bella, ben scritta, tiene il ritmo, non annoia, coinvolge e nell'ora e mezza giusta di film non ci viene mai da guardare l'orologio. Diverte senza cadere nel patetico, ed ha i suoi momenti di romanticismo e commozione evitando però di impantanarsi nel melenso/melodrammatico. È un film costruito bene e diretto in maniera ottima, recitato ancor meglio. La nostra Juno è schietta, perspicace, spassosa, oltre che ovviamente alle prese con gli scleri della gravidanza. Il fatto che le piacciano gli Stooges non fa che amplificare la nostra simpatia per lei. Perchè gli Stooges ci piacciono. Cazzo se ci piacciono. Dicevamo, Juno. Se n'è detto e scritto veramente tanto, è diventato un caso in America, ed è poi arrivato qua in Italia poco dopo gli Academy, dove era candidato per tre premi (inutile dire che non ne ha vinto nessuno, sconfitto dalla macchina da Oscar dei Coen). È una commedia adolescenziale americana, ma così detto sembra la solita cazzonata. No. Non è la solita cazzonata. Non è American Pie e non è Superbad. Perchè pur essendo una commedia adolescenziale americana, non ricade nella comicità demenziale (che però non è assolutamente un male secondo me) in cui di solito è inquadrato il genere. È un film coraggioso. Reitman ha appreso al meglio la lezione dei predecessori tra i quali potremmo elencare Little Miss Sunshine, tirandone fuori, se vogliamo, i tratti più superficiali, per costruire una storia che è piccola, che è marginale, ma che è vera. È realista nella sua schiettezza. Il risultato è un delizioso agglomerato di slang improbabile (nemmeno troppo sputtanato dal doppiaggio italiano), battute grottesche, momenti di spasso alternati a momenti di riflessione, magari presa non troppo duramente, ma riguardo argomenti sicuramente delicati, mai facili da trattare, come una maternità precoce. Ok, detto così sembra chissà che. Si può stare qua a discuterne, delle tematiche, del mondo in cui sono trattate, eccetera, ma non mi va proprio. Perchè stare qui a spulciare i dettagli di un film che ho visto, e che m'è piaciuto di brutto, mi pare stupido. Se qualcuno imputa delle critiche a Juno, io sono ben disposto ad ascoltarle. Magari anche a condividerle. Ma nonostante tutto ciò, continuerò ad apprezzare questo film. Perchè è bello. Bi e doppia elle o. Un film piùcchemmai per la mia età. Un film che resta. Un film con Michael Cera, l'Evan di Superbad. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

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