domenica 30 novembre 2008

Dear Science,

Tutti pazzi per i TV On The Radio. Questi cinque svalvionati newyorchesi, cocchi della scena indie della Grande Mela, hanno fatto ancora centro. Dopo aver messo d'accordo critica e pubblico con un disco della madonna come "Return To Cookie Mountain", riescono a ripetersi con "Dear Science", che sta ottenendo recensioni positivissime da tutti. Ma veniamo ai fatti: Dear Science segna una vera svolta nel sound dei TVOTR (TV On The Radio), perchè da atmosfere cupe e centinaia di chitarre mixate, siamo passati a un disco più trascinante, con maggiore rilevanza alle parti cantate e un miscuglio di stili fra i più disparati, dall'indie più classico alla ballata, dal soul al rock, con alcuni momenti che sconfinano perfino nell'hip-hop. Ok. Stop. Detto così sembra che i TVOTR abbiano fatto un disco commerciale o comunque una svolta decisamente in negativo. Niente di più sbagliato. Dear Science è un disco pazzesco, dico sul serio. Perchè pur avendo i suoi momenti di sperimentazione e quindi di difficile digeribilità, scorre via senza intoppi nelle sue undici tracce. Come già detto, troviamo qualsiasi genere possibile e immaginabile, ma questo inusuale agglomerato non risulta pesante, non è mai forzato, anzi conferisce armonia al disco, pur nella sua varietà.
In tanti dischi mi capita di giudicare le tracce iniziali come le più belle, sarà per pigrizia, sarà perchè tante volte è davvero così. In Dear Science il tutto è abbastanza omogeneo, ma mi è addirittura venuto da pensare che si vada in crescendo, che le canzoni più belle siano cioè le ultime in ordine di tracklist. Mi risulta difficile scegliere un solo pezzo, perchè sono tutti veramente uno più bello dell'altro: "Halfway Home" con quell'irresistibile papapapapapa introduttivo, "Red Dress" e "Dancing Choose" che rappresentano le parti più marcatamente "black" del disco, "Family Tree" con un riuscitissimo tocco soul,"DLZ" dove rock, elettronica e hip-hop si amalgamano in modo perfetto, e infine quella che credo potrei indicare come mia preferita, ovvero "Shout Me Out", un viaggio che parte con un tono tutto tranquillone per arrivare fino ad uno sfrenato break-beat, il tutto condito da chitarre a mille. In conclusione, questo disco è uno dei migliori usciti ultimamente, da avere assolutamente, da ascoltare e riascoltare fino a consumarlo, perchè è un prodotto che vale, e anche perchè forse necessita di qualche ascolto per essere capito appieno.

Nessun commento: