martedì 4 novembre 2008

SxM

Come potevo aprire un nuovo blog senza parlare di questo disco che ho aspettato per mesi? Semplice: non potevo. Quindi ne parlo qui di seguito. Allora, credo proprio che i Sangue Misto non abbiano bisogno di presentazioni, ma per dovere di cronaca: i Sangue Misto nascono agli inizi degli anni 90 a Bologna intorno all'Isola del Kantiere, che ben rappresentava la realtà dei centri sociali dell'epoca. La formazione comprendeva altri membri, ma ai tempi di SxM (si legge esseicsemme e non sperm come diceva qualcuno...vero Deme??) il gruppo si era ridotto a soli tre elementi: soli si fa per dire dato che stiamo parlando di tre dei maggiori esponenti del rap italico, nientepopòdimenoche Neffa, Deda e Dj Gruff. Presi singolarmente o nel complesso, non sbagliano un'acca: Neffa lo conosciamo tutti, ok non cominciamo coi discorsi sull'improbabile svolta pop/R'n'B, che lo amiate o lo odiate, il Neffa dei Sangue Misto è uno dei migliori rapper che in Italia si sia mai visto (a mio avviso il migliore, si anche meglio di Kaos, anche se di poco poco), sia per testi che per stile (dite pure che ha un flow da paura ma è riduttivo...Neffa semplicemente trasuda stile); Deda a mio parere purtroppo non ha mai avuto nella scena italiana la considerazione che meritava, come diceva qualcun altro "ha sempre fatto parlar tanto di sè senza parlar tanto di sè"...eppure è fantastico, un'abilità lirica indiscussa e una voce trascinante, che ne "La Parola Chiave" porterà tutti voi a fare su e giù con la testa senza nemmeno accorgervene. Dj Gruff: guru indiscusso della cultura hip-hop italiana, maestro ai piatti, se la cava alla grande anche al microfono, in questo album sforna basi minimali, che ascoltate oggi suonano attuali e quasi innovative, pensate nel 94! Breve parentesi sui featuring: oltre alle apparizioni al sax di Guglielmo Pagnozzi, che anche per un profano del jazz come me diventano momenti di contemplazione silenziosa, al microfono compaiono Gopher D dei Sud Sound e Soulee B: inutile nascondere il mio odio verso Gopher, secondo me è un fallito, ma nonostante la sua totale incapacità metrica (ripeto è una mia opinione), la sua apparizione non è così da buttare; Soulee B invece spacca. Punto. Piccolo cammeo per Aldo Kavalla in "Piglia Male": sua è infatti la voce all'inizio e alla fine del pezzo. Finita questa analisi, non posso che dirvi che a mio modesto parere SxM rappresenta il punto massimo raggiunto dall'Hip-Hop italiano nella sua breve vita, disco di culto di più di una generazione, punto di partenza e insieme di arrivo per tutto un genere che ancora si stava sviluppando o, nel caso dell'Italia, stava nascendo. I ma i però e il resto teneteveli, non so che farmene, questo è un capolavoro, Musica con la M maiuscola. Se mi chiedete di scegliere qualche pezzo, se proprio mi costringete con la forza a farlo, ve ne dico tre: "Lo Straniero", "Cani Sciolti" e "La Porra". Ma subito mi pento perchè ho lasciato fuori troppi pezzi strafighi, e finisco per citarli tutti. Andando in ordine di traccia, dall'intro SxM con in sottofondo il campionamento de "La Rapadopa" di Gruff, si va subito a un pezzo cazzutissimo come "Clima Di Tensione": base da brivido di Sandro Orru aka sempre lui Gruff, strofe altrettanto da brivido di Deda MD e del chico Neffa. Si passa poi a quello che secondo me è il manifesto di sto disco, nonchè canzone più bella che il Rap italiano abbia mai sfornato, ovvero "Lo Straniero": beat semplicemente meravigliosi, un Deda a livelli stratosferici, ma Neffa...sono indescrivibili le emozioni che Neffa riesce a trasmettere in questa canzone perciò trascrivo solo che per me è il pezzo più storico: "...io quando andavo a scuola da bambino, la gente nella classe mi chiamava marocchino, terrone, muto, torna un po' da dove sei venuto, e questa è la prima roba che ho imparato in assoluto, la seconda è che sei fatto nel momento in cui ti siedi quando sento la pressione dalla testa ai piedi...". Pietra miliare. "La Parola Chiave" è sostanzialmente un pezzo solista di Deda, dove il nostro è in grande spolvero e dimostra di non essere un comprimario ma un rapper con i controcazzi (preferisco non commentare la parte di Gopher, anche perchè non c'è molto da commentare visto che non si capisce un cazzo quando parla). Arriviamo poi a "Cani Sciolti", altro pezzo da antologia, con Andrea Visani aka Deda MD che sfodera una delle migliori quartine del disco, oltre che uno dei pezzi più ripresi della storia del Rap italiano: "...abbiamo avuto il piombo, il fango ed ogni giorno, la dose quotidiana di merda che ci cade attorno...". Masterpiece. Siamo alla traccia numero 5, e già siamo senza fiato. Parte a questo punto "Senti Come Suona". Be, il video è un pezzo di storia, troppo svarione, sembrano i Cypress Hill! Poi la base scorre via liscissima senza una sola imperfezione e i nostri Emcees...si commentano da soli. Settima canzone del disco è "La Porra", che come s'intuisce dal titolo è un'ode alla ganja. Ora una piccola premessa su questo tipo di canzone: so benissimo che negli anni il Rap quanto il Raggaemuffin hanno parlato, riparlato e straparlato di un solo argomento, ovvero la marijuana, ma sentite con quanto stile e maestria ne parlano i Sangue Misto, e ditemi se non strameritano. Subito dopo troviamo "In Dopa", pezzo multilanguage vista la presenza di Soulee B che rappa in inglese: non so davvero che dire, se non l'ennesima dimostrazione di stile (dopa=musica hip-hop, ndr). Eccoci a un altro pezzo storico, ovvero "Manca Mone", dove i nostri tre, con tutta la sincerità e schiettezza del mondo, ci descrivono la loro situazione finanziaria, raccontandoci quanto sia difficile campare soltanto della propria musica con i loro livelli di distribuzione. Eccoci a "Piglia Male", dove la vera e propria canzone è introdotta da Aldo Kavalla che dio solo sa che cazzo dice. Qui il rischio è di andare in paranoia, visti il beat e il ritmo della canzone, ciò non toglie che sia una figata e anzi forse è una qualità in più. Se "Piglia Male" vi manda in para, "Fattanza Blu" di certo non aiuta a tirarvene fuori: altro pezzo sulla ganja (il primo che dice monotonia gli sego le gambe, parlatene voi come sanno fare loro), meno cazzone e più ossessivo, ma al tempo stesso disteso rispetto alla Porra. Arriviamo infine a "Notte", un'outro che altro non è se non la strumentale di "Senti Come Suona", con tanto di "alli alliguai, alliguai". Bho veramente, finita questa analisi, sono a corto di parole. Potete pensare un disco Rap come tanti, ma non è così. Nessuno mai in Italia ha prodotto qualcosa di così vero, di così caratteristico (a prova del fatto che l'hip-hop italiano non è una semplice imitazione malriuscita di quello americano, e vi prego evitiamo i paragoni sempre più frequenti con l'East Coast Rap perchè non c'entra una bega). Ovvio che forse è la definizione di Hip-Hop è la più calzante, ma è comunque riduttiva, perchè in effetti SxM si avventura in altri generi quali il jazz, il funk, e un poco anche il soul (quest'ultimo per quanto riguarda le produzioni più che altro). Chi SxM ce l'ha, in vinile o in compact o in cassetta, nell'edizione vecchia o rimasterizzata, originale o masterizzato, sul walkman o sull'mp3, lo metta su e se lo riascolti, che non fa mai male. Chi invece non l'ha mai sentito...be mi dispiace per lui/lei...io non posso fare altro che raccomandargli vivamente di sentirselo...perchè cazzo se ne vale la pena...chiudo qui questo post che da troppo tempo volevo fare...Sangue Misto per la vita...bella! alla prossima...

1 commento:

Alex ha detto...

Saluti dal bassista,bella koba!Grande intervento,sicuramente max respect per i Sangue Misto...il miglior gruppo hip-hop italiano...grandissimo neffa...