sabato 22 novembre 2008

They came from nothing to change everything

Correva l'anno 1975, e in un quartiere di Los Angeles, degradato al punto da essere denominato Dogtown, erano molti i surfisti che si facevano notare per la destrezza nel cavalcare quei mostri di onde in un ambiente poi tutt'altro che confortevole. Tra questi, alcuni finirono per abbandonare il surf e dedicarsi ad un'altra disciplina di cui sarebbero diventati innovatori e maestri: lo skateboarding. Per la prima volta con loro si iniziarono ad applicare alle tavole da skateboard ruote di uretano, anzichè di legno, e vi lascio immaginare quanta mobilità abbiano 4 ruote di legno, cioè praticamente nulla. Potete poi immaginarvi che impatto potesse avere nel 1975 quella che, a modo suo, fu una vera e propria rivoluzione: lo skate divenne per la prima volta veramente popolare negli Stati Uniti, con una diffusione del fenomeno senza precendenti. Alla base di questo vi fu anche la siccità che colpì la west coast statunitense a metà degli anni 70, che come conseguenza portò tutti i proprietari di piscine, pubbliche e ancor più private, a chiudere i rubinetti. Con tutte queste piscine vuote concentrate nella zona di Beverly Hills, cosa volete che facciano dei ragazzi scatenati a bordo di tavole da skate? Ecco allora che ha il via la celebra "moda", se così vogliamo definirla, di organizzare addirittura grossi party attorno a queste piscine in qui di esibivano degli ancora primitivi skater. Ma con il passare del tempo, la cosa non fu più possibile. La disciplina, appena uscita dal guscio, era ancora in fase di piena evoluzione, e i suoi tre più celebri praticanti scelsero strade ben diverse, chi scegliendo la sana competizione, chi i promettenti sponsor, chi si stufò di un business che già cominciava a diventare marcio, salvo poi riunirsi per una causa comune, ovvero l'aiuto del loro amico nonchè più grande sostenitore. Questi pionieri dello skateboard, che altro non sono se non i ragazzi surfisti di cui parlavo all'inizio, erano Stacy Peralta, Tony Alva e Jay Adams, i 3 più grandi Z-Boys del team Zephyr Skateboard (il primo in tutta America a spingere quello che sarebbe poi diventato un fenomeno di culto mondiale), i 3 veri signori di Dogtown. Chiunque, oggi come 10 anni fa, prenda o abbia preso in mano una tavola, deve ringraziare quei 3 ragazzi disgraziati che, inconsapevolmente, venendo dal nulla, cambiarono tutto.

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